Decreto ristori BIS – Nuove misure a sostegno dell’economia

Il Decreto Ristori BIS amplia il sostegno già previsto dal primo Decreto Ristori

Il Consiglio dei Ministri ha firmato in data 9 Novembre il D.L. Decreto Ristori BIS, che amplia il sostegno già previsto dal primo Decreto Ristori. Vediamo insieme ciò cosa comporta.

Ampliate le categorie di attività beneficiarie del contributo

Adesso sono comprese anche:
– ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto;
– gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone:
– attività delle lavanderie industriali, traduzione e interpretariato, musei, bus turistici.
– Aumentato di un ulteriore 50% il contributo previsto dal decreto Ristori per alberghi (codice Ateco 551000), gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti (di cui ai codici Ateco 561030 e 561041), bar e altri esercizi simili senza cucina (codice Ateco 563000) con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale rosse o arancioni.

Nuovi contributi a fondo perduto per le seguenti categorie ATECO

Sempre per le attività commerciali, il cui codice ATECO è presente nell’elenco sottostante, e con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale rosse o arancioni, è stato istituito un nuovo contributo a fondo perduto.
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

  • – 47.19.10 – Grandi magazzini;
  • – 47.19.90 – Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari;
  • – 47.51.10 – Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa;
  • – 47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati;
  • – 47.71.10 – Commercio al dettaglio di confezioni per adulti;
  • – 47.81.01 – Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli;
  • – 47.82.02 – Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie;
  • – 47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti;
  • – 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza;
  • – 96.02.03 – Servizi di manicure e pedicure;
  • – 96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing;
  • – 96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari);
  • – 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona;

Sono stati stanziati 280 milioni di euro anche per tutte quelle attività operanti all’interno dei centri commerciali e nelle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande.

Attenzione!
– Si può usufruire del Decreto Ristori BIS solo se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 è inferiore ai due terzi di quello realizzato nello stesso mese dell’anno precedente;
– Se non si è ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio, bisogna presentare apposita istanza all’Agenzia delle Entrate. Se lo si è già ricevuto, l’indennizzo verrà corrisposto automaticamente sul conto corrente bancario o postale già indicato in precedenza;

Credito d’imposta d’affitto e cancellazione della seconda rata IMU

Per le attività le cui categorie ATECO hanno accesso al contributo a fondo perduto, è previsto inoltre un credito d’imposta d’affitto, cedibile al proprietario dell’immobile, pari al 60% della somma per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

Per i gestori che risultano anche proprietari dell’immobile, è invece prevista la cancellazione della seconda rata IMU.

Entrambe le condizioni sono ovviamente riferite ad attività poste in zone rosse o arancioni.

Sospensione dei versamenti

  • Viene prorogato al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP;
  • Sospensione dei termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi a:
    versamenti IVA;
    – versamenti relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
    Tale sospensione dovrà poi essere versata in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.
  • A favore dei datori di lavoro privati sono sospesi:
    – i versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020. La predetta sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL;
    – il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020. Tale sospensione dovrà poi essere versata in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021;

Bonus Baby-Sitter e congedo straordinario

Nelle regioni rosse nelle quali è prevista la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado è stato previsto un bonus baby sitter da 1.000 euro e, nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50 % della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.

Ulteriori estensioni per la Cassa Integrazione Covid

Sono prorogati al 15 novembre 2020 i termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso alla Cig Covid e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020.
Viene inoltre previsto il riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale anche in favore dei lavoratori in forza al 9 novembre 2020 (data di entrata in vigore del decreto Ristori bis).
Si estende così la cassa integrazione Covid anche agli assunti dopo il 13 luglio 2020.

Sostegno per il terzo settore

Con un fondo straordinario viene previsto un sostegno in favore dei soggetti attivi nel terzo settore, organizzazioni di volontariato, associazione di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che non rientrano fra i beneficiari del contributo a fondo perduto.

Sostegno per le filiere agricole, della pesca e acquicoltura

A favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO di cui all’Allegato 3, l’art. 21 riconosce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro, anche per la mensilità relativa a dicembre 2020 (in aggiunta alla mensilità di novembre prevista dal decreto Ristori).

Inoltre, al fine di far fronte alla crisi di mercato dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma e di quelli della cosiddetta prima gamma evoluta (ossia freschi, confezionati, non lavati e pronti per il consumo), conseguente alla diffusione del virus COVID-19, è stato istituito un contributo a favore delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli riconosciute ed alle loro associazioni.
Per far fronte alla riduzione del valore della produzione commercializzata verificatasi nel periodo di vigenza dello stato di emergenza rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, sono stati concessi 20 milioni di euro, per la raccolta prima della maturazione o la mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli destinati alla quarta gamma ed alla prima gamma evoluta.

Disposizioni a favore dei lavoratori sportivi

Viene inoltre precisato che, ai fini dell’erogazione dell’indennità di 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il CONI, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP, le società e associazioni sportive dilettantistiche di cui all’art. 17 del decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), si considerano cessati a causa dell’emergenza epidemiologica tutti i rapporti di collaborazione scaduti alla data del 31 ottobre 2020 e non rinnovati.

Viene infine prorogata di 6 mesi l’entrata in vigore della riforma della class action (legge n. 31/2019).

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